Milano, 13 gennaio 2012 - L'agenzia Standard & Poor's ha declassato l'Italia, il rating del debito pubblico del nostro Paese scende di due gradini e passa da A+ a BBB+. L' agenzia conferma il downgrade di due gradini anche per le valutazioni di Spagna (che scende a 'A'), Portogallo (BB, livello 'spazzatura') e Cipro. Ma la notizia del giorno è il declassamento del rating francese, Parigi perde la 'tripla A'. Ufficiale anche il downgrade dell'Austria. Anche Vienna dice addio alla 'tripla A' e passa ad AA+. Scendono di un gradino pure Slovenia, Malta e Slovacchia. Resistono invece Germania (Che conserva le tre A), Lussemburgo, Olanda e Finlandia.
La motivazioni di questa vero e proprio colpo di scure sui rating dell'Eurozona è presto detta. Standard & Poor's giudica insufficienti le misure adottate dai governi europei nelle recenti settimane ed ha quindi tagliato il rating di 9 Paesi europei sui sedici sotto osservazione. L'outlook, ovvero la previsione su rating futuri, è positivo solo per Germania e Slovacchia. Stime negative per le altre 14 nazioni osservate.
Per quanto riguarda l'Italia, in particolare, S&P ritiene che l'ambiente politico italiano sia "migliorato" sotto il Governo Monti e le riforme allo studio possano "migliorare la competitività italiana". Tuttavia, "ci aspettiamo che ci sia un'opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l'incertezza sull'outlook di crescita e quindi sui conti pubblici".
Il rating dell'Italia potrebbe essere abbassato ancora, continua l'agenzia, se il nuovo governo non riuscirà a portare avanti riforme strutturali "a causa dell'azione di gruppi di interesse o se il mandato del nuovo governo terminerà prima del dovuto". Il rating italiano potrebbe invece stabilizzarsi "se le riforme strutturali verranno applicate appieno portando l'Italia a un livello di crescita più elevato o se verranno varate altre misure - come privatizzazioni significative - così da ridurre il debito in modo significativo".
L'agenzia non manca di elogiare il nostro Paese: "Crediamo che l'indebolito ambiente politico europeo sia in un certo senso compensato da una maggiore capacità italiana di formulare e attuare politiche economiche che mitigano la crisi". Detto ciò, S&P sottolinea che il coefficiente per il rischio politico associato all'Italia "non è cambiato". L'agenzia si aspetta dal nostro Paese "misure di largo respiro a favore della crescita verranno varate nel primo semestre del 2012".
LA PRIMA VOLTA IN 'SERIE B' - L'Italia passa ufficialmente per la prima volta nella storia in ‘serie B'. Nessuna agenzia di rating aveva infatti mai tolto la ‘A' al debito sovrano italiano. Secondo Standard & Poor's, il nostro Paese è allo stesso livello di affidabilità di Perù e Colombia. Gli altri paesi che, consultando i dati presenti sul sito dell'agenzia, hanno questa valutazione sono Irlanda, Russia e Kazakhstan.
Solo 13 paesi nel mondo, di cui nove in Europa, conservano un livello di rating massimo. Questi paesi, a cui le tre grandi agenzie Standard & Poor's, Moody's e Fitch attribuiscono ancora la tripla A, sono: la Danimarca, i Paesi Bassi, la Germania, il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, il Lussemburgo, la Svizzera, l'Australia, Hong Kong, il Canada e Singapore.
notizie tratte da La Nazione