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Notizie Nazionali - Economia (29/12/2011)

Imprese: boom di insolvenze, lo Stato paga piu' tardi. La Cgia: "Una lentezza che costa 10 miliardi l'anno" Imprese: boom di insolvenze, lo Stato paga più tardi La Cgia: Una lentezza che costa 10 miliardi l'anno

A soffrire maggiormente sono le piccole e medie aziende del terziario e del Centro-Sud. I pagamenti della P.A. vengono onorati dopo 180 giorni, con un ritardo medio di 90 giorni

Roma, 29 dicembre 2011 - Imprese sotto stress, nella morsa fra ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione e protesti. A soffrire sono soprattutto le aziende del terziario e del Centro-Sud. Il mancato pagamento dei crediti costa alle imprese circa 10 miliardi l'anno, una situazione che le costringe a ricorrere a prestiti bancari per finanziare l'attività. Sul banco degli imputati le aziende private mettono innanzitutto la P.A., insolvente per circa «70 miliardi di euro. Una situazione che non ha eguali in Europa», sottolinea la Cgia di Mestre, precisando che «solo nei confronti della sanità italiana i crediti vantati sono di circa 35 miliardi». I pagamenti della P.A. vengono onorati dopo 180 giorni (+52 giorni rispetto al 2009) con un ritardo medio, nei confronti dei termini contrattuali, di 90 giorni.

Nelle transazioni fra privati, a soffrire maggiormente sono le piccole e medie imprese: i ritardi di pagamento imputabili alle grandi imprese hanno una frequenza doppia rispetto a quelli addebitabili alle pmi, e anche la durata delle dilazioni è doppia nel caso dei pagamenti delle grandi imprese. Così, protesti e titoli contestati aumentano. Secondo l'Osservatorio di Cerved Group, tra luglio e settembre scorsi è cresciuto sia il numero dei soggetti con almeno un protesto (+0,4%), sia l'importo complessivo dei titoli contestati (+6,8%). Nello stesso periodo è diminuito il numero di aziende che salda le fatture entro le scadenze concordate con i fornitori (al 40,8% dal 41,6% del secondo trimestre), mentre è aumentato quello delle società che pagano in ritardo (dal 5,9% al 6,3%), fenomeno che spesso sfocia in casi di insolvenza. Al Sud solo il 39% delle imprese rispetta le scadenze, mentre il 10,4% è in grave ritardo.
Nel 2010, secondo l'Istat, è salita al 52,2% la quota di pmi che ha cercato finanziamenti esterni ed è scesa dall'87,5% al 79,8% quella che ha ottenuto almeno un finanziamento.

Nel triennio 2012-2014, il 53,3% delle imprese prevede di chiedere finanziamenti: in particolare, il 47,8% mediante il credito, l'1,7% utilizzerà capitale di rischio, mentre il 7,9% si avvarrà delle modalità rimanenti. Le imprese pensano di rivolgersi nel 93% dei casi alle banche, anche se tra il 2007 e il 2010 sono raddoppiate le richieste ad altri soggetti (dal 17,1% al 35,4%) a causa della accresciuta difficoltà nell'ottenere risorse finanziarie dalle banche.
notizie tratte da La Nazione

 

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