Roma, 24 dicembre 2011 - "E' stato indispensabile fare quella manovra. L'Italia ha fatto la sua parte". A sottolinearlo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, convinto che il Paese ce la farà a superare la crisi. "La tendenza all'aumento dei rendimenti -dice in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore' - si è comunque bloccata e si è invertita e oggi siamo ben al di sotto dei massimi registrati negli ultimi mesi. Certo vi è molta volatilità ma sappiamo che la fiducia sui mercati si perde con rapidità e si riconquista solo lentamente e con un impegno costante e continuo".
"Ora - prosegue Visco - bisogna lavorare ancora , spiegando ai nostri partner europei e agli osservatori esterni i progressi che abbiamo realizzato in Italia e spiegando anche che continueremo ad agire con determinazione sul piano strutturale per sostenere la crescita".
"Per migliorare le condizioni sul mercato dei nostri titoli di Stato, contano - sottolinea Visco - gli interventi complessivi della politica economica. Il governo italiano ha adottato decisioni importanti, indispensabili, per l'aggiustamento della finanza pubblica; ora occorrerà adottare ulteriori strumenti per promuovere e sostenere la crescita e lo sviluppo del Paese".
"E' con politiche che sostengano la crescita in modo credibile che sarà possibile convincere il resto del mondo che, come le nostre analisi del resto confermano chiaramente, il nostro debito pubblico è sostenibile. Il ritorno alla crescita - insiste Visco - è la più convincente dimostrazione della nostra capacità di generare le risorse che permettono di ripagare il debito. Mi pare che su questo stiamo andando nella direzione giusta".
Visco afferma che il governo Monti "sta operando bene. La manovra si può discutere nelle singole poste, ma nelle sue dimensioni complessived era essenziale". Il governatore di bakitali ribadisce che "va ora continuata e accelerata l'attività di definizione delle misure strutturali per la crescita, che sono poi quelle che creano occupazione e ricchezza". In particolare sul fronte della spesa, "va fatto un lavoro certosino". "Al netto degli interessi, l'Italia non ha una sua spesa più alta di altri Paesi. Abbiamo alcuni sprechi e abbiamo alcune duplicazioni. Sicuramente si può concentrare la spesa - spiega il governatore - dove è piu' utile, come la scuola. Ma poi ci sono interventi a costo quasi zero, che sono utilissimi alla crescita: dall'efficienza della giustizia civile alla concorrenza tra le imprese, dalla regolamentazione eccessiva di alcuni settori alla lentezza amministrativa".
Passaggio anche sul mercato del lavoro: "Dobbiamo muoverci verso un sistema che garantisca il lavoratore , non il posto di lavoro". E spiega: "Il mondo è cambiato. Le nuove tecnologie spingono le persone a fare investimenti continui in formazione ma anche ad avere una mobilità più alta. Ci potranno essere periodi in cui si avrà difficoltà ad essere occupati, che dovranno essere coperti - spiega Visco - con forme di risparmio privato, ma anche con un sistema di ammortizzatori sociali diverso da quello che abbiamo oggi".
BAGNASCO: RIVEDERE IL MODO DI FARE FINANZA - "Il volto vero della crisi internazionale, che segna anche il nostro Paese, si è manifestato" e forse l'umanità non ha "voluto guardare" alla "grande mutazione" che "era in atto" e che "avrebbe costretto a rivedere gli stili di vita e, prima ancora, di lavoro, di fare economia e, soprattutto, finanza". Lo sottolinea il presidente della Cei Angelo Bagnasco nell'editoriale su 'Avvenire' affrontando il tema della crisi economica ed esortando a superarla "insieme".
Bagnasco aggiunge: "Più ampiamente, mi pare che siamo sollecitati a ripensare il modo di vivere insieme, di fare società". Ed esorta a "guardare avanti, al domani della nostra vita e della vita di tutti. Ma insieme". "Insieme - prosegue Bagnasco - a tutti i livelli e ambienti: dai responsabili della cosa pubblica, del mondo del lavoro, della finanza e dell'economia, del condominio e del borgo, dei singoli cittadini".
notizia tratta da La Nazione