Roma, 19 dicembre 2011 - La reazione dei sindacati alla posizione del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sull'articolo 18 "preoccupa" il responsabile del Lavoro, che confessa: "Non la capisco: il mio era esattamente un invito al dialogo". Lo ha detto intercettata dai cronisti prima di entrare alla Camera. Le parole di Bonanni e Angeletti la preoccupano non "sul piano personale" ma soprattutto per "le implicazioni per il Paese".
Il ministro del Lavoro apre subito al dialogo con i sindacati sulle riforme del lavoro. "Direi di sì, a gennaio, visto che Natale è alle porte e la manovra deve essere ancora approvata". Però la responsabile del Lavoro è disponibile da subito. "Non ho preclusioni - ha sottolineato - ma bisogna che non ne abbiano neanche gli altri".
SCIOPERO CONTRO IL GOVERNO - Piazza Montecitorio gremita di lavoratori che protestano contro la manovra del governo nel giorno dello sciopero del pubblico impiego. Sventolano le bandiere dei sindacati confederali e quelle dell'Ugl. Sul palco intervengono i big: Raffaele Bonanni per la Cisl, Luigi Angeletti per la Uil, Susanna Camusso per la Cgil.
Presenti in piazza molti lavoratori della sanità (qualcuno è in camice bianco) e della scuola. L'area di solito destinata ai presidi è piena. I lavoratori chiedono "piu' equita' nella manovra".
ANGELETTI - "La lotta è sempre piu' dura? Si perché le scelte porteranno un aumento della disoccupazione. Oltre alla crisi europea si sommeranno gli effetti di quanto sta facendo il governo e questo e' molto preoccupante", dice in diretta a Tgcom24 dal segretario Uil, Luigi Angeletti.
"Il governo non fa quello che ha promesso liberalizzazioni, tagli ai costi della politica- aggiunge- purtroppo il governo è molto abile nell'usare la crisi per togliere i soldi dalle tasche dei lavoratori. Quando si tratta di mettere le mani nelle tasche delle persone influenti, nessuno ci riesce. Non vogliamo cadere in una situazione che porti all'aumento delle ore di sciopero, troveremo altre vie".
CAMUSSO - "Il governo scenda dalle cattedre e venga a parlare con la gente normale e con i sindacati", ha affermato il leader della Cgil, Susanna Camusso rivolgendosi al governo dal palco del presidio dei sindacati in occasione dello sciopero generale del pubblico impiego davanti a Montecitorio.
"Non pensino che avere avuto la fiducia alla Camera e al Senato chiuda la partita. Noi continueremo con la mobilitazione e con i presidi durante l'approvazione della manovra -ha continuato Camusso- il 24 dicembre con Luigi, Raffaele e Giovanni ridiremo le nostre ragioni. Questo Natale non sarà sereno".
E ancora: "Bisogna cancellare la parola fannullone. Questa piazza è l'Italia che lavora, fannulloni sono quelli che negli anni scorsi ci hanno portato fino a qui. Questa manovra non è sopportabile per i lavoratori, i pensionati e chi fa fatica ad arrivare a fine mese".
BONANNI - "Alla signora Fornero dico: se vuole fare qualcosa per i precari metta a disposizione gli incentivi, in modo che chi è flessibile non si trasformi in precario", ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "La Fornero, che fa la maestrina - ha proseguito Bonanni - dovrebbe sapere che senza piu' salario non si possono avere piu' contributi per le pensioni".
MARCEGAGLIA: AVANTI COSI' - La recente manovra economica varata dal governo è una manovra ‘'pesante, con alcuni errori, fatta sostanzialmente di aumenti di tasse ma assolutamente indispensabile e necessaria''. E' quanto ha affermato, nel corso del suo intervento davanti gli industriali di Reggio Emilia, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ora attende una accelerazione sul fronte della crescita.
"Se non avessimo fatto questa manovra - ha osservato - si sarebbe andati velocemente verso uno scenario greco. La manovra era indispensabile'' poichè il paese era sull'orlo del ‘'baratro''. Per questo - ha proseguito il presidente degli industriali italiani - appare difficile accettare il fatto ‘'che ci sia un pezzo del Paese che fa finta di non vedere qual era la situazione''. Approvata la manovra, secondo Marcegaglia, ‘'ora bisogna fare altro: adesso dobbiamo entrare nella fase della crescita. Se stiamo solo nella riduzione del debito, sacrosanta, ma non facciamo altro il Paese è di fronte a grandi difficoltà. Non si scappa - ha ammonito la numero uno di Confindustria -, non ci sono scorciatoie e dobbiamo perseguire la strada della crescita".
notizia tratta da La Nazione