di PAOLO FRANCI
- ROMA -
FANTASIA e milioni. Ci vuole quella per vincere al Superenalotto. Anche ieri nessun 6 e un jackpot che domani, giovedì, varrà 126,5 milioni di euro. Ma quel mix è rodato da tempo e avvolge l'ormai leggendaria e ciclica caccia al jackpot del Superenalotto come un morbido lenzuolo di seta. C'è chi inventa sistemi sempre più sofisticati, chi vorrebbe destinarli a scopi benefici o - è il caso di alcuni giovani universitari romani - userebbe il jackpot per ripopolare le foreste amazzoniche. Il segreto è proprio lì, nella fantasia, che se possibile corre più veloce dei soldi. La più recente la consegna al pubblico dei giocatori - passato dai 15 milioni fissi ai 22 che nell'ultima settimana hanno cercato di stanare la sestina - una giunta comunale.
A Melito, cittadina alle porte di Napoli, il fantasioso sindaco Antonio Amente sta giocando 5 euro a concorso per mettere in trappola il Gigante multimilionario.
L'IDEA sembra venire fuori da un film di Totò: il primo cittadino ha proposto ai suoi concittadini una scorciatoia contro il pressante malessere economico: «Investiamo un po' di fondi giocando al Superenalotto e vediamo che succede». Dovesse arrivare la supervincita da oltre 120 milioni, la contropartita sarebbe mica da ridere: niente più tasse né balzelli. Ma la politica si sa, difficilmente fa rima con accordo e ieri i Verdi hanno scatenato la bufera. «L'amministrazione comunale riceverà una nostra diffida formale - hanno dichiarato il commissario regionale Emilio Borrelli e quello provinciale Carlo Ceparano al sito Melitonline.net - perché giocare i soldi pubblici è vietato dalla legge». I due esponenti ambientalisti picchiano duro: «Oggi il Superenalotto, domani che cosa farà il sindaco, andrà a giocare al casinò o ai cavalli con i nostri soldi?». Una bufera insomma. Amente aveva già messo in pista il «piano di investimento»: cinque euro pubblici a concorso per un sistemino da poche colonne, da ripetere per un anno. Nel frattempo gioca i suoi di soldi.
SÌ, PERCHÉ il sindaco Amente è vulcanico, ma generoso. Non percepisce stipendio e coi soldi messi da parte ha creato un piccolo fondo per scopi benefici: sei mesi di emolumenti per borse di studio agli studenti di Melito, altri sei ai terremotati dell'Abruzzo, con tanto di ringraziamento di Bertolaso. E ora il sistemino da cinque euro per trasformare Melito in una piccola Svizzera. La giunta ieri ha approvato il mini-finanziamento, ma sempre coi soldi di Amente, che spara a zero sui Verdi: «La polemica è sterile e pretestuosa. Si informino prima di parlare perché i soldi che gioco sono quelli del mio stipendio e non del Comune». Poi la bordata: «Sa che dico? Berlusconi ha fatto bene a farli scomparire dal Parlamento e dalla politica nazionale».
Notizia tratta da La Nazione