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Notizie Nazionali - Attualità (31/08/2010)

Gheddafi, prediche e provocazioni «Da noi le donne sono piu' libere»

Nuovo show davanti a duecento ragazze. Polemiche e proteste a Roma


IL FASCINOSO carosello dei 27 cavallerizzi beduini alla caserma carabinieri di Tor di Quinto, certo. La mostra fotografica sul colonialismo italiano all'Accademia Libica. E la sontuosa cena per l'Iftar, che celebra la fine del mese di digiuno del Ramadan. Non è povera di appuntamenti l'ennesima visita di Gheddafi a Roma.

MA LA PASSIONE del colonnello, anche sotto i pini di Roma, resta l'universo femminile. E a quello ha ancora parlato. «Le donne - ha detto - sono le rose e l'uomo il grano. Vanno trattate secondo la loro natura. Se le costringiamo a fare i lavori da a uomo come in America o in Europa, se le costringiamo a guidare persino i treni, cosa che da noi sarebbe impensabile, commettiamo una ingiustizia. E una ingiustizia non è libertà. Prendete esempio dalla Libia, la terza via tra mondo arabo dove le donne sono trattate senza rispetto e l'Occidente che con la scusa di rispettarle ne sottomette la vera natura».
A mezzodì, davanti alle Gheddafi girls, il Leader della Rivoluzione concede il bis. Come domenica e come già in occasione del summit Fao dello scorso novembre. Gheddafi ama un auditorium giovane, femminile e possibilmente di bella presenza e l'ambasciata gliene ha procurato uno: 545 ragazze domenica, 198 ieri. E pazienza se l'agenzia Hostessweb le ha regolarmente fatturate a 144 euro più iva. L'attenzione va incoraggiata, dicono con levantina flessibilità nel suo entourage. All'ambasciata, peraltro, non hanno gradito le ricostruzioni uscite sui giornali ieri, specialmente quei presunti 4.500 euro pagati per le tre presunte conversioni all'Islam. E così ieri due ragazze, al termine delle tre ore di incontro, sono uscite e - fornendo nomi e cognomi, Elena Racoviaciano e Barbara Persichetti - han detto che «non c'è stato alcun tentativo di abbandonare il Cristianesimo, Gheddafi non ha neppure detto che bisogna convertire l'Europa ma che la presenza di molti musulmani porterà naturalmente l'Europa verso l'Islam». E ancora, hanno insistito le due messaggere delle Gheddafi girls, «in Libia le donne non sono sottomesse dalla religione», e sono «ben più libere e rispettate di quanto si pensi in Occidente». Un paradiso, insomma.
I giornalisti, che sono curiosi, hanno notato che se a tutte le ragazze sono stati dati "Libretti verdi della rivoluzione" e poderosi Corani in lussuosa versione italiana alcune hanno avuto anche regalini extra. Per chi si convertiva se non all'islam almeno alla rivoluzione gheddafiana si parla di viaggi premio a Tripoli e alla Mecca. Sta di fatto che dieci ragazze sono entrate ed uscite dall'accademia libica con il velo: una percentuale interessante per tutti.

MENTRE FUORI dall'accademia libica l'Italia dei Valori piantava la sua simbolica "tenda della legalità" in polemica con la tenda nella quale Gheddafi avrebbe incontrato Berlusconi, il folklore ha dominato la seconda giornata della visita, appagando le telecamere e oscurando la sostanza. Ma c'è stata anche sostanza. In molti hanno notato un Berlusconi stranamente mai sorridente ieri. Ma al di là di qualche increspatura su affari che si sarebbe voluto concludere (difesa, energia) e non è detto che si concludano, intesa italo-libica resta solidissima. Nonostante il folklore.
di ALESSANDRO FARRUGGIA

Notizia tratta da La Nazione

 

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