
Alessandro Farruggia
ROMA
LA NUOVA ondata di freddo è attesa per oggi e non sarà una passeggiata. Per questo il premier Mario Monti ha firmato un decreto che assegna al capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, «il coordinamento degli interventi e l'adozione di ogni indispensabile provvedimento».
Dopo lo spontaneismo volenteroso e la disorganizzazione emerse nei giorni scorsi, ora si dà il via al coordinamento nazionale.
«Abbiamo rimesso in moto la Protezione civile», ha assicurato ieri il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri. E, infatti, il governo prevede di rivedere la legge 10 del febbraio 2011 che - secondo Gabrielli e non solo - ha depotenziato il dipartimento, subordinandone gli interventi all'ok del minsitero dell'Economia e della Corte dei Conti. Via Ulpiano, intanto, ha già inviato una nota alle regioni per l'attivazione delle risorse e ha mobilitato il volontariato, già dislocato nelle zone più a rischio. Intanto ai 42 morti già noti ieri, si sono aggiunte cinque vittime. Sono deceduti due uomini a Campana, in provincia di Cosenza e un operaio di Porto Tolle (Rovigo) che stava lavorando su un rimorchiatore, nelle acque di Porto Levante, quando una cassa di acciaio, forse per il ghiaccio, gli è caduta addosso. Morti assiderati un extracomunitario di 44 anni, Vipin Sharma, a Crema (Cremona), e Carolina Cozzolino, 90 anni, trovata nel suo appartamento di Portici (Napoli). La donna viveva senza riscaldamento.
L'obiettivo è evitare altri lutti, visto che si prevedono «eventi meteo eccezionali».
«Un nucleo di aria artica - dice, infatti, la Protezione Civile - raggiungerà la nostra Penisola generando un diffuso maltempo con nevicate a quote basse». In particolare «sull'appennino emiliano, sulla Romagna, su Marche, Umbria orientale, Abruzzo, settori orientale e meridionale del Lazio, Molise, Campania, Puglia settentrionale, settori tirrenici di Basilicata e Calabria». Ma in Emilia-Romagna sarà peggio. «Neve e vento forte, con picco tra oggi pomeriggio e domani pomeriggio. Previsti 10 centimetri di neve a Piacenza e Ferrara, 15 a Parma, Reggio Emilia e Modena, 40 a Bologna e Ravenna, 60 tra Forlì, Ravenna e Rimini e fino a oltre un metro sull'appennino romagnolo». Nelle Marche sono previsti 40 centimetri di neve sulla costa, specie tra Pesaro e Ancona, e fino a 1 metro nell'entroterra.
VISTA LA SITUAZIONE, il Viminale ha chiesto ai prefetti di «valutare di adottare provvedimenti di limitazione del transito dei Tir» e lo stesso son pronte a fare Austostrade per l'Italia e l'Austorada dei Parchi in Abruzzo mentre Anas conferma 3mila uomini e 2500 mezzi e l'Esercito stima in mille militari e 200 mezzi e forze già sul terreno.
Le ferrovie hanno preparato un ‘piano neve' e sono pronte a ridurre dal 20 al 40% il traffico, mantenendo aperte le linee principali. Chiuderanno molte linee secondarie. Tre in Piemonte, due in Friuli, in Veneto la Isola della Scala-Legnago-Rovigo, e, ancora, la Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona, la Civitanova Marche-Albacina, la Ascoli-Porto d'Ascoli e la Fabriano-Pergola. Seguono altre quattro linee nel Lazio, tre in Abruzzo, sette tra Campania e Basilicata, una in Molise, tre in Puglia, una in Calabria. Sperando che basti.
notizie tratte da La Nazione