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Notizie Nazionali - Cronaca (02/02/2012)

Roma, ancora due colpi in altrettante gioiellerie del centro e in pieno giorno

In una di esse, il bottino della rapina si aggira sui 600000 euro. Polemica sulla sicurezza

Due colpi in due gioiellerie in centro a Roma e in pieno giorno. Dopo il colpo negli altri templi del lusso, da Cartier ad Eleuteri, e la rapina ad una banca a Piazza di Spagna, ieri e' toccato alla gioielleria 'Roberto Coin', in via Vittoria, una delle piu' prestigiose non solo in Italia ma soprattutto nel mondo. Un colpo da circa 600mila euro in pieno giorno. Poco dopo, in via in Arcione, sempre in centro un'altra rapina ad un orefice: questa volta complice la sua distrazione (aveva lasciato il negozio aperto) i ladri sono entrati e hanno fatto razzia. Ma e' il colpo di via Vittoria ora ad impegnare gli uomini della Squadra Mobile in una caccia serrata in tutta la citta'.  Si cercano tre-quattro uomini, alcuni dell'est alcuni italiani, eleganti, distinti e armati.  Mancano pochi minuti a mezzogiorno, quando due persone distinte, di bella presenza e ben vestite, si presentano nel negozio a due passi da via del Corso. Con un inglese fluente spiegano alle due donne di stare tranquille, mentre le minacciano con l'arma e le immobilizzano con le manette. Fuori uno, forse due complici ad attenderli. ''State buone e non vi succedera' nulla'', le parole dei ladri. La titolare viene costretta ad aprire la cassaforte, mentre i due banditi fanno razzia di gioielli, catenine, anelli, bracciali e si avviano verso l'uscita, dove ad attenderli c'e' un'auto bianca di piccola cilindrata. Prima di andare, da veri professionisti, portano via anche le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso del negozio. Ma ad immortalarli sono le telecamere di un'altra gioielleria di via Vittoria, dove restano impresse le immagini dell'auto che sfreccia a tutta velocita' verso via del Babuino. Le immagini vengono subito prese in consegna dalla Squadra Mobile, che sta passando al setaccio anche i video delle altre telecamere di via del Corso e di tutto il centro storico per risalire ai malviventi. Secondo fonti investigative, si tratterebbe di stranieri dell'Est Europa e di italiani.    ''Pochi minuti prima della rapina ho visto la stessa auto parcheggiata in via Belsiana - afferma il gioielliere il cui circuito di sicurezza ha ripreso l'auto- poi e' sfrecciata davanti al mio negozio con un rombo incredibile''. Oltre ai tre rapinatori descritti dalla titolare della gioielleria, dunque, potrebbe essercene anche un quarto che ha atteso nell'auto parcheggiata il momento in cui i tre sono usciti per prelevarli dal negozio e darsi alla fuga. ''Sicuramente e' stato un colpo preparato - ammette la gioielliera, ancora visibilmente scossa - I due sembravano proprio dei clienti, erano distinti ed anche avvenenti. Abbiamo avuto paura quando ci hanno puntato l'arma addosso''. Intanto e' sos sicurezza da parte dei commercianti che si sentono in costante ''allerta''. ''C'e' chi ha la pistola sotto il bancone - ammette un gioielliere - ormai aspettiamo solo che ci sparino''. E far alzare l'allarme anche un'altra rapina avvenuta in serata, questa volta in periferia, dove il direttore di un supermercato e' rimasto ferito nel tentativo di fermare i ladri.     Si infiamma anche la polemica politica con il centrosinistra che attacca il sindaco Alemanno, proprio nel giorno in cui il Campidoglio diffonde i dati sulla percezione della sicurezza dei romani. Secondo le rilevazioni Ipsos, ''il 55% degli intervistati si sente molto/abbastanza sicuro, contro il 44% che, al contrario, si sente poco/per nulla sicuro''. IL Pd ribatte con i suoi numeri: secondo dati della Swg il 71% dei romani non si sente sicuro nella sua citta'. Ma intanto, i commercianti del salotto buono di Roma, si sentono ''tutti in allerta''.

SOS COMMERCIANTI: ABBIAMO PAURA. CONFESERCENTI: PIU' POLIZIA PRESIDENTE ORAFI: TORNANO ANNI '70 di Luca Laviola
''Quando scende il sole e' tutto terribilmente buio, se succede qualcosa non se ne accorge nessuno. Speri solo che non ti succeda nulla. Siamo vittime dell'indifferenza''. La donna non parla da un quartiere dimenticato, ma dal centro storico di Roma. Ha un negozio di abbigliamento e ha paura. Una rapina a mano armata in pieno giorno in una gioielleria tra piazza del Popolo e piazza di Spagna, un'altra di sera con sparatoria e direttore di un supermercato ferito a Casal de' Pazzi, in periferia. In mezzo, un furto in un'altra gioielleria del centro la cui titolare aveva lasciato per alcuni minuti la porta aperta. E ora i commercianti della capitale mostrano nervi scoperti. Le associazioni che li rappresentano si fanno sentire. ''Non possiamo vivere e andare al lavoro con questa paura addosso e con il rischio di compromettere le nostre vite. Vogliamo piu' polizia e carabinieri sul territorio - dice il presidente della Confesercenti di Roma Valter Giammaria dopo la prima rapina -. Pur apprezzando il grande lavoro che stanno facendo le forze dell'ordine, diciamo che questo non basta. Ci dicono di stare tranquilli, ci dicono che i reati sono in diminuzione, ma i fatti dicono altro''. Per il delegato alla sicurezza del sindaco, Giorgio Ciardi, non e' piu' tempo ''per vuote polemiche ma di un sinergico, serio lavoro per tutelare i diritti dei tanti nei confronti della prevaricazione posta in essere da una minoranza che agisce in spregio delle piu' basilari norme del vivere civile''.      Evoca gli anni Settanta per lo stile del colpo in gioielleria a via Vittoria il delegato alla sicurezza di Confcommercio Paolo Paolillo, che e' anche presidente onorario dell'Associazione romana orafi (Arro). ''Ad eccezione dei furti da Cartier e Capuano, cosiddetti furti di destrezza, questo genere di rapine negli ultimi anni si erano molto diradate - dice -. Ci allarma il fatto che in pieno giorno e in pieno centro storico si possa perpetrare una rapina con queste caratteristiche''. ''I gioiellieri vivono sempre con l'angoscia e lo stress delle rapine - prosegue Paolillo -, ma abbiamo paura che la situazione di relativa 'tranquillita' degli ultimi anni possa essere rotta''. ''La crisi economica in atto gioca certamente un suo ruolo in questo scenario - aggiunge -, aggravando lo stato di disperazione e il livello di aggressivita' degli individui''. Una spiegazione condivisa dal presidente dell'Associazione negozi storici di eccellenza di Roma, Stefano Pizzolato. L'aumento della microcriminalita', dice, ''non e' dovuto alla scarsita' di controlli che vengono posti in essere dalle forze dell'ordine''. Il presidente dell'Associazione Via Condotti, Gianni Battistoni, parla di ''allarmismo'' e di centro storico ''supersorvegliato''.

Domenico Palesse, Ansa

 


(notizia tratta da www.saturnonotizie.it)
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