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Notizie Nazionali - Cronaca (01/02/2012)

Sarah, parla Ivano: Avevo rotto con Sabrina Processo Scazzi, a Taranto depone l'amico conteso dalle cugine

Con Sarah avevo un buon rapporto, sentiva la mancanza di padre e fratello lontani per lavoro. Credo che mi vedesse come figura paterna. Spesso voleva essere abbracciata". E Sabrina? La sua amicizia non mi convinceva

Taranto, 31 gennaio 2012 - E' iniziata dinanzi alla Corte di Assise di Taranto la terza udienza del processo per l'omicidio della quindicenne di Avetrana Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto 2010. Prevista l'audizione dei testi Ivano Russo, di tre commercianti di Avetrana e dei genitori di Sarah, Concetta Serrano e Giacomo Scazzi.

T.V.B. - Ivano è il giovane del quale si sarebbero invaghite Sarah e la cugina Sabrina Misseri, scatenando - secondo la Procura - la gelosia di quest'ultima, che l'avrebbe uccisa con l'aiuto della madre, Cosima Serrano. ''Con Sarah avevo un buon rapporto - ha detto Russo nella sua deposizione -. La mia impressione è che sentisse la lontananza di padre e fratello, che erano lontano per lavoro, e mi vedesse forse come figura paterna. Spesso voleva essere abbracciata, e la abbracciavo. Una delle ultime volte che mi abbracciò mi disse 'Ti voglio bene' e io le dissi 'Anch'io ti voglio bene''.

AMICIZIA O ALTRO? - ''Ho conosciuto Sabrina e Sarah - ha proseguito Ivano - nel dicembre 2009. Con Sabrina inizialmente ho instaurato un rapporto di amicizia, Sarah era più piccola e con lei ci voleva particolare attenzione perchéla nostra comitiva era di adulti''. ''Con Sabrina si instaurò mano a mano un rapporto confidenziale. Ad un certo punto però vidi da parte sua atteggiamenti ambigui, complimenti che andavano oltre. Le ho chiesto se per lei era ancora amicizia o qualcos'altro, e lei mi disse che era amicizia. Ma pochi giorni prima che Sarah morisse ho deciso di troncare il rapporto perché non mi convinceva, e mi sono allontanato anche per non farla soffrire''.
STRANE MANOVRE - Sabrina, secondo Ivano Russo, non consegnò agli investigatori un diario di Sarah perché temeva che i carabinieri potessero indagarlo. "Sabrina mi mandò un sms dicendo che aveva trovato un diario della cugina in cui Sarah scriveva che era confusa perché aveva un debole per me. Mi disse che anche Concetta, la madre di Sarah, era d'accordo. Io non risposi al messaggio che poi ho cancellato per timore". Ivano Russo ha anche detto, riferendosi al giorno della scomparsa di Sarah che "quando il 26 agosto Sabrina mi ha mandato un messaggio per avvisarmi che Sarah era scomparsa, io pensai ad scusa per riavvicinarsi e non le diedi retta". Russo ha anche aggiunto che nel pomeriggio, recuperato il cellulare, trovò cinque chiamate e che Mariangela Spagnoletti e Alessio Pisello, incontrati in una stazione di servizio, confermarono che Sarah era scomparsa. Il teste ha anche ricostruito alcuni incontri avuti con Vito Russo, ex legale di Sabrina Misseri, che, secondo Ivano Russo, avrebbe fatto pressioni su di lui perché dichiarasse che Mariangela Spagnoletti, l'amica di Sabrina, era innamorata di lui.

FOTO IN PIGIAMA - La Corte di assise di Taranto, nel corso dell'udienza, ha acquisito 14 foto che erano state cancellate dal cellulare di Ivano e che sono state recuperate grazie ad indagini tecniche dagli investigatori. Le foto sono state mostrate dal pm Mariano Buccoliero. Negli scatti compaiono Sarah, Sabrina e Ivano stesso.
Una foto in particolare, che risale al maggio 2010, ha immortalato Sarah in pigiama nella stanza che Sabrina usava per la sua attività professionale di estetista."Non ricordo se c'ero anch'io - ha aggiunto Ivano Russo -, forse era uno dei giorni in cui Sarah andava a dormire a casa di Sabrina, visto l'abbigliamento". Gli altri 13 scatti ritraggono Ivano durante trattamenti estetici nella stessa stanza di Sabrina. Alcune delle foto, secondo quanto dichiarato da Ivano, sono state scattate dalla stessa Sarah.

IL PAPA' DI SARAH - Terminata la deposizione di Ivano Russo è stata la volta di Giacomo Scazzi, il papà della piccola vittima. Il padre ha raccontato che il 26 agosto 2010, dopo la scomparsa e l'uccisione di Sarah, Sabrina si recò due volte a casa della quindicenne di Avetrana. "La prima volta - ha ricordato l'uomo - Sabrina era insieme a un'amica e chiese a me dove fosse Sarah, perche' non era arrivata a casa sua per andare al mare. Sabrina era agitata e aveva la voce che tremava, e noi ci preoccupammo subito". Giacomo Scazzi ha ripercorso, rispondendo a numerose domande, le ultime ore di vita della figlia, sino all'ultima volta che la vide uscire con il telo da mare per recarsi a casa della cugina.

PROSSIMA UDIENZA - Dopo Giacomo Scazzi, la corte d'assise ha chiuso l'udienza. La prossima si terrà il 7 febbraio, in quella data saranno ascoltati la madre di Sarah, Concetta Serrano, il fratello Claudio e la badante rumena che accudiva il nonno.
notizie tratte da La Nazione

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