Alessandro Farruggia
ROMA
NE SERVIRANNO molti di auguri. Il 2012 si apre con rischi occupazionali diretti per 30-40mila lavoratori, e crisi aziendali all'esame del ministero dello Sviluppo Economico che riguardano complessivamente aziende per 300mila lavoratori. Con circa 230 tavoli aperti.
«C'è un rischio reale di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi. Per questo serve un piano per il lavoro e l'avvio di un confronto con il sindacato: dobbiamo evitare una vera emergenza», avverte il leader della Cgil, Susanna Camusso (foto Reuters). «Il rischio di tensioni sociali - osserva da parte sua il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini - può essere evitato se il governo aprirà con i sindacati un dialogo non precostuituito. I problemi sono seri, e c'è il rischio che una serie di vertenze ferme possano aggravarsi».
A stretto giro arriva la replica del premier Monti, che ieri ha telefonato a Camusso, Bonanni, Angeletti e Centrella - i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl - per gli auguri di rito e aprire una porta: «La mia volontà - ha detto - è cercare la massima intesa su lavoro e occupazione. Ma resta l'esigenza di operare con la sollecitudine imposta dalla situazione».
A creare tensioni sono non solo le crisi irrisolte, ma anche quelle mancate grazie agli accordi separati appena raggiunti tra il gruppo Fiat e Cisl, Uil, Ugl e altre sigle minori, contro i quali la Fiom ha avviato un duro confronto. «Per protestare contro la scelta Fiat di uscire dal contratto e contro la decisione di Federmeccanica di considerare la Fiom non più firmataria del contratto nazionale - annuncia il leader della Fiom-Cgil, Maurizio Landini - dal 9 gennaio, oltre ai ricorsi, partirà un pacchetto di 4 ore di sciopero articolate stabilimento per stabilimento».
AL CENTRO delle vertenze grandi gruppi come Fincantieri e Irisbus. «Poi abbiamo le aziende in amministrazione straordinaria - spiegano dal ministero dello Sviluppo Economico - che sono altrettanto importanti, alcune con tavoli di vecchia data: sono circa 40 e sono quelle su cui c'è ancora un lavoro importante da fare. L'ultima acquisita è la veneziana Pansac, un'azienda chimica leader nel suo settore, che ha 750 dipendenti, andata in amministrazione straordinaria dopo un anno e mezzo di difficoltà». «Di tavoli - dicono al dicastero di Via Veneto - ce ne sono tantissimi, per esempio quello della la Lucchini di Piombino, azienda siderurgica da 3mila dipendenti che stiamo seguendo con molto impegno. C'è l'Ansaldo Breda. E poi ci sono le società chimiche, come quelle del polo di Terni». Settore molto difficile è anche quello delle telecomunicazioni: i casi Alcatel, Nokia-Siemens e Italtel lo provano.
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I TAVOLI ripartiranno da domani. Subito ci saranno Irisbus, Omsa, poi Agile ed Eutelia, due aziende in amministrazione straordinaria: «Per la sola Agile - osservano al ministro - si parla di 1.350 dipendenti, problema risolto in parte con l'arrivo di un'azienda che si prenderà, se va bene, fino a 400 dipendenti; poi ci sono gli altri, per i quali stiamo lavorando con le Regioni».
notizie tratte da La Nazione