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Notizie Nazionali - Cronaca (21/12/2011)

Chiedeva soldi per ridurre l'attesa per la procreazione assistita: arrestato primario dell'ospedale di Pieve di Cadore

Ordine di custodia cautelare ai domiciliari per concussione aggravata e continuata, nonchè per interruzione di pubblico servizio

Soldi per ridurre l'attesa per la procreazione assistita; soldi che sarebbero passati dalle mani di coppie spinte dalla speranza di avere un figlio a quelle di un primario di ginecologia che durante la prima visita con gli aspiranti genitori mischiava domande mediche a richieste di informazioni sulle loro disponibilita' economiche. Presunte ''tangenti'' sui sogni di maternita' e paternita' che hanno portato agli arresti del professor Carlo Cetera, primario della divisione Ostetrica e ginecologica dell'ospedale di Pieve di Cadore (Belluno).    I militari della Guardia di Finanza di Belluno, coordinati dal Pm Antonio Bianco, hanno bussato alla porta del medico per eseguire un ordine di custodia cautelare ai domiciliari per concussione aggravata e continuata nonche' per interruzione di pubblico servizio.

Cetera, secondo l'ipotesi d'accusa, per rimpinguare illecitamente i suoi introiti, avrebbe fatto leva sull'emotivita' di coppie che non riuscivano ad avere figli, e che, per questo, avevano deciso di affidarsi alla procreazione assistita. A loro, nel corso dei primi colloqui e telefonate, avrebbe esasperato la necessita' di fare in fretta, evidenziando la crescita esponenziale del rischio di non raggiungere il risultato se l'eta' della donna avesse superato i 40 anni, e affermando che non si poteva perdere neanche una settimana. Poi, secondo quanto emerso dalle indagini, arrivava la proposta ''indecente'': si potevano ridurre i tempi della lista d'attesa, di solito di 18-24 mesi, e portarli a pochi mesi, ma c'era un ''conto'' da pagare, sino a 2.500 euro per ogni singolo tentativo di procreazione medicalmente assistita (Pma).

''Ma perche' questi soldi?'' chiedevano le coppie e la risposta era pronta ed efficace: erano destinati a biologi del 'Sismer' di Bologna, una societa' specializzata in tecniche di fecondazione assistita che collabora con il centro Pma di Pieve di Cadore attraverso una convenzione con l'Ulss 1 di Belluno. Peccato che - come hanno precisato dai finanzieri illustrando l'operazione - l'equipe di medici e biologi della Sismer che supportava l'attivita' del primario di questi soldi non sapesse assolutamente nulla, e sia rimasta totalmente estranea a qualsiasi tipo di illecito.    Forse, a sollevare qualche sospetto poteva essere il fatto che nei colloqui con i pazienti il medico ripeteva di non parlare mai di denaro al telefono e dava appuntamento per la consegna dei soldi nei luoghi piu' disparati: parcheggi, bar, gelaterie, stazioni, caselli autostradali.

A riprova dell'accusa, i finanzieri hanno un video che registra il passaggio di denaro tra una donna friulana, accompagnata dalla madre, e Cetera, all'interno di un bar a San Dona' di Piave (Venezia). La consegna era stata di 2.000 euro in contanti.     Le indagini hanno preso avvio, pare, dalla denuncia di una coppia le cui aspettative di procreazione sono andate deluse; ma sono sei le coppie che hanno confermato alle Fiamme gialle di aver accettato di pagare. Molte di piu' sono quelle che dovranno rendere testimonianza, spesso reduci da gravidanze naturali concluse male. Avvocati, maestre, operai, casalinghe, gelatai, dipendenti pubblici e broker: un mondo variegato accomunato, secondo gli investigatori, da un'unica paura: denunciando il medico avrebbero perso l'ultima chance di diventare mamma e papa'.


(notizia tratta da www.saturnonotizie.it)
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