Gigi Paoli
CIREGLIO (PISTOIA)
«FRATELLO mio, il cuore dell'uomo non si capisce più». Don Juvenal viene dal Congo ed è da un paio di mesi, per inspiegabili e straordinari incroci del destino, il parroco di Gianluca Casseri, il cinquantenne che a Firenze ha sparato a 5 senegalesi in pieno giorno, ammazzandone due e ferendone tre prima di suicidarsi. Viene da quassù, il ragioniere che volle farsi giustiziere: Cireglio, 700 abitanti in un pugno di case, negozi, bar e una chiesa, tutti appiccicati in settecento metri e sette curve lungo la statale che attraversa l'Appennino pistoiese. Da un paio di mesi Casseri si era trasferito a Firenze, in una casa di periferia che la notte prima della mattanza è stata svuotata e nessuno sa perché né da chi, ma quassù ci tornava sempre, in una casa all'inizio del paese dove vivono la madre Fernanda, malata di Alzheimer, e il fratello maggiore Giancarlo, ferroviere in pensione. «L'azione premeditata», parole del procuratore Giuseppe Quattrocchi, è nata qui. Probabilmente in un sotterraneo che Casseri aveva trasformato in un antro dell'occulto. Quella scala che scendeva sotto il giardino interno era, per lui amante di Tolkien e del fantasy, la sua Terra di Mezzo, il suo «altro» mondo. «Ma era un cervellone - dicono in paese - uno che da ragazzo sapeva la Divina Commedia a memoria». Già. E come ci passa uno da Dante e Tolkien all'analisi di psicotici complotti mondiali demo-pluto-masso-giudaici? L'antro di Cireglio e l'appartamento di Firenze sono stati ritrovati pieni di libri: testi esoterici, para-nazisti, fumetti fantasy. E poi, sempre nel sotterraneo, un laboratorio per fabbricare proiettili, con tanto di pressa e bossoli per la sua magnum 357 Smith & Wesson, una pistola che apre dei buchi come ciambelle. Andava a sparare al poligono e, forse per risparmiare, i proiettili se li faceva da sé. Anche se risparmiare non era proprio la sua preoccupazione. Perché a Cireglio la metà degli abitanti si chiama Casseri, è vero, ma «quei» Casseri erano un'altra cosa.
LO ZIO, morto un paio d'anni fa, era uno dei più importanti costruttori della zona: centri commerciali, una miriade di case, pure la questura di Pistoia ha tirato su. Con lui lavorava il fratello, il padre di Gianluca e Giancarlo: a loro ha lasciato un patrimonio immobiliare sterminato. «Anche la caserma dei carabinieri - si danno di gomito in paese - è in affitto da loro». E così, il ragionier Casseri Gianluca ha potuto prendere il suo buon diploma e dedicarsi solo ai suoi hobby: le riviste fantasy (una l'aveva fondata e diretta) i libri orientati sempre più verso una destra contorta, che spaziava dal complotto mondiale sionista al temutissimo crollo della civiltà europea. Scriveva tanto sul web, Casseri, ma non aveva, pare, né computer né cellulare. Usava il pc del fratello, ora in mano agli inquirenti.
MA quello era il suo mondo virtuale, la realtà era tutta un'altra storia. Sintomatiche le voci di Cireglio. Gionata, il barista: «Non parlava con nessuno, era sempre solo, mai neanche un caffé qui. Ma non te la saresti mai aspettata una cosa simile da uno come lui». Alessandra, la farmacista: «L'ho sempre visto fare delle passeggiate da solo». Più voci dal minimarket: «Un tipo strano, l'ultima volta che l'ho visto era con sua madre e la trascinava come una pecorina. Meno male che è malata, così non si è accorta di niente».
Lui aveva il diabete ed era anche, si dice, depresso. «Tempo fa era dimagrito tantissimo, pensavo fosse malato, poi è ingrassato di nuovo. Forse erano le pasticche».
NEL BAR la discussione si anima: «Ma non s'è mai visto neanche con una donna». Figuriamoci: erano lui, il fratello e la mamma. Punto. Una signora che ogni tanto dà loro una mano esce trafelata dalla casa, protetta dai carabinieri di guardia: «Oh, ma io sono comunista». Don Juvenal, intanto, si prepara per portare un po' di conforto a quella famiglia, anche se la mamma è scivolata nelle ombre dell'Alzheimer e neanche sa cosa è successo a suo figlio: «Tutto questo è un segnale che ci deve far capire a che livello può arrivare l'uomo quando considera l'altro come una cosa».
notizie tratte da La Nazione