
È VESTITA di rosa, maglietta e pantaloncini, infradito e zainetto nero Sarah, che da cinque giorni è uscita di casa per andare al mare e non si è più vista, non è mai arrivata all'appuntamento con la cugina Sabrina e l'amica Mariangela, tutte e due più grandi dei suoi 15 anni (ne hanno 22), ma la ragazzina sapeva stare in compagnia. «Me l'hanno rapita», piange la madre, Concetta Serrano Spagnolo, 49 anni, casalinga. Il marito, Giacomo Scazzi, 52, fa il pendolare fra la Puglia e Milano, dove è muratore e vive con l'altro figlio, Claudio, 25, dipendente di un corriere. Si è fermato ad Avetrana, Giacomo, e non si dà pace, gira le strade con cartelli, è geloso marcio di questa ragazza che tutti gli invidiano, l'ha addirittura seguita a una festa paesana una sera che è uscita troppo tardi. Il rapimento è un'ipotesi fortemente tenuta in considerazione dai carabinieri che indagano dopo la denuncia del 26 agosto e che hanno allargato le ricerche a pozzi, zone isolate, anfratti. Ora ci sarebbe anche qualcosa in mano agli inquirenti. L'atroce possibilità che a sequestrare Sarah - che, come dice la madre, «non può essersi allontanata in modo volontario e non ha mai avuto grilli per la testa» - siano stati gli amici, i coetanei, una parte di quelli che poi hanno affisso le foto dell'adolescente sui muri del paese e nel web per ricercarla. Una pista, per ora, solo quello, ma ieri in caserma i militari ne hanno ascoltati molti di questi amichetti dopo avere acquisito i diari della ragazza; dai loro racconti «sarebbero emersi elementi utili alle ricerche».
FORSE una gelosia fra gruppi: Sarah avrebbe snobbato di recente i suoi coetanei e i diciottenni per uscire con la compagnia del fratello maggiore. Che non gliel'abbiano perdonata? Sarebbe tragico se così fosse, ma si indaga a 360 gradi e quindi ci sta tutto: l'ancor più triste possibilità di una faida familiare per un'eredità di 100mila euro ottenuta dalla mamma (e la distanza dei genitori non favorisce il quieto vivere). I carabinieri, però, non rendono troppo plausibile quest'ultima pista.
SARAH è descritta da tutti come un'adolescente tranquilla e una delle poche alla sua età a non avere un computer sul quale chattare. E così almeno la pista del molestatore via web è esclusa; non ci sarebbe fidanzatino e neppure qualcuno che l'abbia importunata di recente e che, da spasimante respinto, volesse vendicarsi. Niente di tutto ciò, e questo, da un lato, fa pendere proprio sul sequestro di persona l'ago della bilancia. Un rapimento che potrebbe avere come fine quello dell'abuso sessuale. E non legato a un gruppo di balordi, ma agli stessi compagni di giochi di Sarah.
L'agguato non può che essere avvenuto in via Verdi, non lontano da casa della giovane, approfittando del fatto che il pomeriggio assolato aveva svuotato la strada e nessuno ha visto nulla, né gli operai di un cantiere edile, né qualche passante o l'amica con l'auto che viaggiava verso via Deledda, dove abita Sabrina che attendeva Sarah per andare in spiaggia. La quindicenne era solita percorrere quel tratto in trance musicale: cuffiette alle orecchie e rock a tutto volume dal cellulare. Per questo motivo non si sarebbe accorta dei sequestratori. Ma se essi fossero veramente gli amici, non ci sarebbe stato neppure bisogno di sorprenderla di forza. «Sali, ti accompagniamo noi da Sabrina», bastava una frase posta in modo gentile per convincere Sarah ad andare. Di certo, nessuno ha sentito grida o richieste di aiuto e neppure si è accorto di sgommate in fuga.
LA MAMMA soffre: «Chi ha preso Sarah me la riporti, chi ha notizie ce ne dia. Me l'hanno rapita, io temo il peggio e più passa il tempo più dispero che venga trovata in vita». La cugina Antonella Spinelli, 15 anni anche lei, di un paese vicino a Brindisi dove Sarah era stata qualche giorno in vacanza, ha fondato un gruppo di ricerca su Facebook al quale hanno già aderito quasi sedicimila membri. Da tutti un «in bocca al lupo, Sarah, torna ovunque tu sia».
di RICCARDO JANNELLO
Notizia tratta da La Nazione