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Notizie Nazionali - Cronaca (27/08/2010)

La ’ndrangheta alza il tiro Bomba sotto casa del procuratore

Reggio Calabria, in frantumi il portone e devastato l’atrio. Nessun ferito

di BRUNO RUGGIERO
- REGGIO CALABRIA -
LE MAFIE hanno la memoria lunga. E la 'ndrangheta non fa eccezione. Se il 2010 si era aperto con il «botto» del 3 gennaio contro il cancello della procura di Reggio Calabria, agosto non è sinonimo di vacanze per i bombaroli delle cosche: giovedì notte, pochi minuti prima delle 2, hanno preso di mira con una potente carica esplosiva il palazzo in cui a Reggio Calabria abita il Procuratore generale della Corte d'appello, Salvatore Di Landro. Lo scoppio ha divelto il portone d'ingresso, devastato l'atrio, messo fuori uso l'ascensore e procurato danni ad alcune abitazioni vicine. Per fortuna nessun ferito. Di Landro abita tra l'altro in pieno centro, a Parco Caserta, zona residenziale della città; un dedalo di viuzze molto frequentate a tutte le ore. La bomba, confezionata con polvere nera (di medio potenziale, forse in una miscela «rinforzata» da tritolo), è stata collocata sulla soglia dello stabile di 6 piani che si affaccia direttamente sulla strada. Un ordigno innescato da miccia a lenta combustione, per dare agli attentatori il tempo di allontanarsi. Il pg di Reggio, al momento dell'esplosione, era in casa con la moglie. I primi rilievi sono stati fatti dalla scientifica e dagli artificieri della Questura, che hanno raccolto alcuni frammenti della bomba e messo in sicurezza l'area bonificando, per il timore che fossero stati piazzati altri ordigni, l'intera strada.

POCHE decine di minuti dopo l'allarme, a casa Di Landro c'erano il procuratore aggiunto Nicola Gratteri, il magistrato di turno Danilo Riva e il questore Carmelo Casabona. Confermata l'indiscrezione secondo cui intorno all'abitazione non esistono sistemi di videosorveglianza: ma gli investigatori non escludono di trovare tracce utili alle indagini nel filmato di una telecamera attiva davanti a due negozi nei dintorni. E mentre il capo della Polizia, Antonio Manganelli, annuncia l'invio a Reggio di una squadra di specialisti del Servizio centrale operativo, il Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza ha deciso di rafforzare la scorta a Di Landro. «Questo ennesimo, grave episodio si inserisce in una lunga scia di intimidazioni e minacce nei confronti della magistratura calabrese», ha commentato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. «E' in corso una sfida alle istituzioni», ha aggiunto ricordando «il ritrovamento di una macchina con armi durante la visita a Reggio del Presidente della Repubblica». E proprio dal Quirinale è arrivato uno dei primi messaggi di solidarietà a Di Landro.

«RIBADITO il convinto apprezzamento già espresso per l'impegno e la professionalità» degli inquirenti reggini, «nell'ottenere risultati senza precedenti nel contrasto alla criminalità organizzata», Giorgio Napolitano ha definito «insostituibile il ruolo della magistratura». «Per testimoniare il nostro sostegno alla magistratura reggina - ha anticipato il ministro Roberto Maroni - a settembre terremo un nuovo vertice a Reggio Calabria».
notizia tratta da LA Nazione

 

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