dall'inviato GABRIELE MORONI
- ALZANO LOMBARDO (Bergamo) -
CALDEROLI furente. Maroni glaciale. Il questore di Bergamo Matteo Turillo spiazzato. Non c'è molta voglia di consumare i piatti di affettati serviti da una pattuglietta di graziose ragazze. La Bérghem fest, storico appuntamento della Lega bergamasca, si è risolta in una notte di fuochi con l'assalto di centinaia di ultras dell'Atalanta contro il ministro dell'Interno che ha introdotto la tessera del tifoso. Per 20 minuti è stata guerriglia. Lanci di petardi, molotov, bombe carta, a fuoco la Fiat Stilo dei carabinieri di Alzano Lombardo, un'auto dei vigili urbani, una Punto e un Suv. Contuso un agente della Digos, intossicati dal fumo dei lacrimogeni due vigili urbani di Alzano.
Il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, è il primo a riemergere dalla refezione notturna e sbotta: «Ci hanno detto che eravamo tutelati. Io non mi sono sentito così tutelato. C'è stata una operazione diversiva da una parte per attaccare alle spalle dall'altra. E dall'altra parte c'era solo un'auto dei vigili urbani». Un corteo di 400-500 ultras della Curva Nord radunati, a poche decine di metri dall'ingresso della festa leghista. A fronteggiarli un centinaio di carabinieri in assetto antisommossa. Le dieci di sera. Maroni ha iniziato a parlare da poco, illustra i successi antimafia, gli arresti dei latitanti di spicco, il sequestro dei beni. Fischi e cori di contestazione fanno da contrappunto alla voce dell'inquilino del Viminale portata dagli altoparlanti.
CIRCA SETTANTA teppisti, molti a volto coperto, si staccano dagli altri, risalgono di corsa via Pesenti, raggiungono la zona dietro la tensostruttura che accoglie il trio di ministri Maroni, Calderoli, Tremonti e una folla strabocchevole fra cui molte famiglie con bambini. La manovra di aggiramento ha successo. Da una distanza di una cinquantina di metri inizia un lancio di petardi, bengala, fumogeni, bottiglie, pietre. Una decina di esplosioni rimbombano sotto la tenda. «Non sono tifosi», dice dal palco il ministro dell'Interno, che ha già capito. Sono attimi di panico. Protesta annunciata, epilogo che ha spiazzato tutti. Fra gli ultras e Maroni era in corso un tentativo di mediazione portato avanti da Daniele Belotti, assessore regionale all'urbanistica, grande tifoso dei colori nerazzurri. «E' stata - dice Belotti, sconsolato, sfiorato a sua volta da una bottiglia scagliata - una pugnalata alla schiena. Erano giorni che cercavo una mediazione per questa contestazione annunciata. Tutti lo sapevano. Avevo avuto la disponibilità del ministro Maroni a incontrare una delegazione di tre-quattro tifosi. Mentre io ero in attesa di una risposta definitiva, probabilmente hanno discusso fra di loro e una settantina di persone ha compiuto tranquillanente il giro dell'isolato e ha fatto quello che ha fatto».
L'assessore tifoso annuncia l'addio alla curva: «Ho 35 anni di curva su 42 che ho vissuto. Ho girato l'Italia, ne ho viste di tutti i colori, conosco gli ultras: ma non avevo mai visto bombe carte, sassi e bottiglie lanciate in una festa dove c'erano famiglie con bambini».
Nelle ultime ore si sono susseguite le perquisizioni e sarebbero pronte le prime denunce. I contraccolpi si susseguono con effetto domino. Algida e durissima la reazione di Maroni: «Avevo dato la disponibilità a capire quali fossero le questioni che volevano porre. Ma evidentemente non c'era la volontà di discutere, ma solo quella di fare un po' di casino. I violenti devono essere fermati ed è quello che faremo. La tessera del tifoso è uno strumento utile in questa direzione. Quello che è avvenuto fuori è stato molto grave. Saranno presi provvedimenti seri nei confronti di chi ha fatto questi atti di violenza. Chi ha determinato quanto accaduto può scordarsi di entrare negli stadi per molto tempo. Saranno colpiti duramente».
IL SOTTOSEGRETARIO all'Interno, Alfredo Mantovano, rilancia la misura dell'arresto in flagranza differita per 48 ore, introdotta a suo tempo dal ministro Pisanu e scaduta il 30 giugno. «Le videocamere - dice Mantovano - presenti ormai in tutti gli stadi permettono di visualizzare le riprese degli incidenti e identificare i violenti per poi procedere all'arresto. Ma ciò richiede tempo, dunque va prevista la flagranza differita per isolare i violenti ed evitare gli incidenti». Novità anche per la figura degli steward che, nel decreto in via di definizione, potrebbero essere qualificati come pubblici ufficiali negli stadi. Prima verifica domani con l'Atalanta in trasferta a Varese: il questore Marcello Cardona ha deciso di chiudere le porte a chi non ha la tessera del tifoso. E la prima giornata di serie A si annuncia sotto pessimi asuspici. Notizia tratta da La Nazione