UN BOATO che pareva infinito. Una scossa breve ma intesa, di magnitudo 4,6 Richter. Ma il bilancio alla fine è stato lieve: paura tanta, danni pochi. Ed è andata bene anche grazie a un po' di fortuna perche il terremoto che ha scosso le Eolie alle 14,54 di ieri da un ipocentro a soli 19 chilometri di profondità a 6 chilometri al largo di Lipari, ha innescato una sere di frane che hanno scaricato a mare molta pomice e parecchi massi vulcanici, che però non hanno colpito o ferito nessuno. Solo sette persone si rivolte alla Guardia Medica per farsi medicare sbucciature e slogature, rimediate nella grande fuga. Niente di che.
«L'EVENTO - spiega il geologo Luca Malagnini dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) - è stato di origine tettonica e non vulcanica. E infatti i vulcani delle Eolie, tutti ben monitorati, non hanno registrato variazioni dei parametri superficiali nè microsismi sulle loro pendici: non c'è quindi nessuna eruzione in arrivo».
La scossa, chiaramente avvertita in tutte le Eolie e sulla costa messinese, non ha causato danni. Ma a Lipari è stata molto forte: nel centro del paese qualche cornicione si è staccato dai palazzi più vecchi mentre a Valle Muria, da una parete a picco sul mare, le rocce sono precipitate sulla spiaggia vulcanica a pochi metri di distanza dalla fila di ombrelloni. «Ero in casa a piano terra - racconta Silvia Carbone, senese di nascita ma da anni residente a Canneto (Lipari) - e c'è stato un primo forte movimento ondulatorio. Poi abbiamo sentito una scossa violentissima. In casa si è rotto un vetro, nei bar hanno dondolato bicchieri e suppellettili». Al momento della scossa, sempre a Canneto, si trovava Bruno Carbone, liparota ed ex direttore de l'Ora di Palermo: «Ha cominciato a muoversi il lettino su cui ero sdraiato, a Pietra Liscia. Ci siamo spostati subito in mezzo alla spiaggia togliendoci da sotto il costone di pomice, che infatti è franato». Molti, presi dal panico si sono gettati in acqua.
PAURA anche a Vulcano, dove era in vacanza il presidente del Senato Schifani. «Ho visto la frana in diretta - ha raccontato - perchè ero in barca con alcuni amici nei pressi della Grotta del Cavallo. Abbiamo visto cadere dei massi enormi in acqua a poca distanza da noi e non capivamo che cosa stesse accadendo. E' stato pericolosissimo. Ci siamo subito resi conto che era accaduto qualcosa di grave». «Dopo poco mi ha telefonato mio figlio da Lipari - ha proseguito Schifani - che mi ha avvertito della scossa molto forte. A quel punto, la motovedetta della Finanza che mi scorta in mare è venuta a prelevarmi e mi ha portato a Lipari per presiedere l'Unità di Crisi» ma solo, su sollecitazione di Schifani, dopo aver soccorso alcuni bagnanti. Piu tardi il presidente del Senato, assieme al ministro Stefania Prestigiacomo giunta precipitosamente da Salina, ha anche effettuato un sopralluogo con una motovedetta. Adesso sono al lavoro Protezione Civile regionale, Guardia Costiera e Vigili del Fuoco e, dopo la visita di un team della Protezione Civile nazionale e del sottosegretario Guido Bertolaso, prevista per oggi, si deciderà se chiudere qualche spiaggia a rischio crolli.
di ALESSANDRO FARRUGGIA
Notizia tratta da La Nazione