«TOO WEIRD to live too rare to die». «Troppo strano per vivere troppo raro per morire». Una citazione dal film Fear and loathing in Las Vegas, ‘Paura e delirio a Las Vegas' di Terry Gilliam. Giulia Minola apriva così il suo profilo sul social network MySpace, con un grande arcobaleno a fare da sfondo. Oggi suona come un epitaffio. Così come pare un sogno infranto la strofa finale di una canzone inglese inserita un paio di anni fa: «Voglio essere per sempre giovane, vorresti vivere per sempre?». Perché Giulia, 21 anni, bresciana, non tornerà dal suo viaggio in Europa. Le è stata fatale la prima tappa. Giulia è una delle 19 vittime morte schiacciate dalla folla, calpestate dalla calca a Duisburg, in quella Love Parade che si è trasformata in un immane carnaio.
SAREBBE stata la prima presenza nell'immensa kermesse, aveva informato i genitori che sono separati, il papà Roberto, imprenditore, e la mama Flavia Zanacchi, insegnante di lingue. Era partita venerdì con un'amica e compagna di studi del Torinese, Irina Di Vincenzo, 21 anni, rimasta ferita. Trasportata in ospedale, Irina ha chiesto con angoscia di Giulia fino a quando i medici non l'hanno informata. Ieri sera ha inviato sms agli amici («Sto bene»), poi, con la voce ancora tremante, ha preannunciato di avere «molto da denunciare» perché è certa che «questa tragedia poteva essere evitata». Irina sta tornando in auto con i genitori che sono corsi a Duisburg per riportarla a casa. E inizia ad anticipare la sua «lista» di cose che secondo lei hanno scatenato l'inferno: «In primo luogo il comportamento della polizia, che mi è parsa indifferente. Ma anche l'inadeguatezza dei soccorsi: molti di noi sono stati aiutati e salvati da altri giovani che erano lì. E poi il fatto che gli organizzatori non abbiano lasciato vie di fuga. Aver convogliato migliaia di persone in un vicolo cieco senza vie di fuga e claustrofobico è stato un gravissimo errore». Irina non sa dire quando ha perso di vista Giulia: «E' successo tutto in un minuto».
MEZZANOTTE E MEZZO. La vita si ferma nella palazzina al numero 7 di via Luca Marenzio, quartiere residenziale di Brescia. Si presentano i carabinieri, avvertiti dall'unità di crisi della Farnesina. La palazzina con sei appartamenti è interamente occupata da familiari e parenti della ragazza morta. Franca Zanacchi è ancora alzata, ha saputo della tragedia in Germania. Con Grazia, la figlia maggiore, cerca di raggiungere Giulia, ma il cellulare risulta staccato.
CON I CARABINIERI chiamano il ministero degli Esteri da dove non può che arrivare la terribile conferma. Poco dopo l'una, suona al citofono una signora bruna. E' un'amica della mamma. Sarà lei a consegnare ai giornalisti qualche notizia biografica della ragazza e l'appello per «il silenzio e il rispetto del lutto». La famiglia raggiungerà Duisburg domani in auto. Giulia Minola, 22 anni da compiere il 2 ottobre. Diploma di maturità scientifica all'‘Annibale Calini', storico liceo scientifico di Brescia. Iscritta al terzo anno di moda e design al politecnico di Milano, durante l'anno accademico viveva nella metropoli. Due grandi, passioni: il disegno e la musica.
UNA RAGAZZA, figlia del suo tempo. «Bella, intelligente, seria, tosta», la descrive un'amica. Per conoscerla basta cercarla in MySpace, connettersi a Facebook. L'autodefinizione: «Uno spirito libero e di umore pazzo». Le tante foto, da sola, occhiali scuri con montatura rossa, con gli amici, al concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Nel profilo in Facebook le preferenze musicali, David Bowie e gli intramontabili Pink Floyd, i Daft Punk, Gogol Bordello, The Chemical Brothers ma anche Mia Martini e Alberto Camerini. I film, ‘Alice nel paese delle meraviglie' di Tim Burton, il classico ‘Arancia meccanica', ‘Fight club'. Cento pagine per descrivere la passione per la moda. Roba da fashion designer, Vivienne Westwood e H&M. Gli scrittori preferiti, Hunter S. Thompson, autore del romanzo da cui è tratto ‘Paura e delirio a Las Vegas', Bret Easton Ellis, autore di ‘American Psycho' e ‘Meno di Zero'. Le biografie di attori morti prematuramente, Heath Ledger e River Phoenix. Johnny Deep, attore del cuore. Su Facebook anche il dolore degli amici. Ha scritto Matteo: «Ballerai per sempre con noi. Ciao Giulia».
Notizia tratta da La Nazione