PRESO. Il serial killer delle prostitute della zona di Udine è in carcere e ha ammesso le proprie responsabilità consentendo di recuperare i corpi di due donne seppellite nude sul greto del fiume. L'uomo, Ramon Berloso di 35 anni di Gorizia, ha precedenti per omicidio preterintenzionale, reato per il quale ha già scontato sei anni di carcere. In passato era anche stato segnalato per stalking dalla moglie, che da tempo non viveva più con lui e che, negli ultimi giorni, era stata messa sotto protezione.
Il killer ha consentito agli inquirenti di recuperare una balestra con la quale ha ucciso le escort dopo averle stordite a bastonate. E' stato rintracciato e bloccato a Padova dove si era rifugiato dopo essere sfuggito a un'imboscata della polizia. Aveva preso appuntamento con una terza escort e aveva progettato una fuga in Brasile. Scattate le manette, Berloso è stato trasferito a Udine e poi tradotto in carcere. «Sono stato io. Le ho seppellite lì» ha detto l'uomo dopo ore di interrogatorio al capo della Squadra Mobile, Ezio Gaetano, e al comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri, Fabio Pasquariello, che gli stavano alle costole da settimane.
LE DUE VITTIME sono Diana Alexiu, di 24 anni, scomparsa dal 20 maggio da Desenzano sul Garda (Brescia), e Ilenia Vecchiato, di 28 anni, di Mestre, residente a Marcon (Venezia), della quale non si avevano notizie da marzo.
Berloso, giardiniere disoccupato dal 2009, ha accompagnato gli investigatori nel luogo dove aveva sepolto le donne dopo averle rapinate di ogni bene e averle denudate per favorire la decomposizione dei corpi. I cadaveri erano nascosti sul greto del torrente Torre, a Tapogliano di Campolongo al Torre (Udine), a pochi chilometri dalla casa dove l'uomo vive. Nei pressi, un campo di soia, a Ialmicco di Palmanova (Udine), dove Berloso aveva nascosto la balestra professionale usata per uccidere.
Dopo averle attirate per un incontro professionale - secondo la ricostruzione fornita dall'arrestato - Berloso aveva portato le due escort in un casolare di campagna fra Villesse e Aiello del Friuli. Qui le aveva tramortite con un bastone e poi colpite con i dardi della balestra. All'origine della follia omicida il suo «bisogno di soldi». Lo stesso motivo che l'avrebbe nuovamente spinto a uccidere visto che era rimasto senza denaro. Ilenia è stata la prima, secondo il suo racconto, e Berloso ancora girava con l'auto della vittima alla quale aveva rubato circa 10mila euro. Una Grande Punto - a bordo è stata recuperata una seconda balestra - con la quale lunedì sera è andato all'incontro con la terza prostituta. Nascosti, lo aspettavano gli agenti di polizia ma l'uomo lo ha intuito e, all'ultimo minuto, ha fatto una retromarcia spericolata per far perdere le proprie tracce. E' riuscito a dileguarsi a piedi ma la fuga è durata solo 24 ore.
NEL PASSATO di Berloso potrebbero esserci altre vittime e gli investigatori hanno deciso di approfondire tutte le denunce di scomparsa non risolte.
Berloso nel 1996 era stato condannato a 6 anni per omicidio preterintenzionale. Il 24 ottobre 1993 aveva causato la morte di Alessandro Paglavec durante una rissa.
s. m.
Notizia tratta da La Nazione