
E' LA VITTIMA più giovane di questa allucinante sequenza estiva di stalking a mano armata, in una statistica tutta al femminile. Eleonora Noventa, 16 anni, è stata uccisa per strada a colpi di pistola ieri mattina ad Asseggiano, sobborgo di Mestre. A sparare contro di lei, per poi rivolgere l'arma contro se stesso, il fidanzato Fabio Riccato, di 31 anni, che oltre a quel revolver calibro 357 Magnum aveva in casa anche un fucile a pompa. Armi regolarmente denunciate, tanto da far dire al pm di turno, Roberto Terzo, che «qualche domanda in più», anche su questa sindrome americana ormai dilagata in Italia, «bisognerebbe pur porsela». Ma in questo clima si può morire anche alla vecchia maniera, di coltello, come Roberta Vanin, 43 anni, di Spinea, ad appena un chilometro dal luogo dell'ultimo delitto e meno di una settimana fa: a colpirla l'ex convivente, Andrea Donaglio, che subito dopo aveva cercato di uccidersi.
L'omicida-suicida di Asseggiano, Fabio Riccato, laureato di fresco in Biologia a Ferrara con 110 e lode, «persona corretta, di una famiglia per bene», pare fosse letteralmente invaghito della giovanissima Eleonora, che da poco si era trasferita con i genitori in un condominio non lontano dalla sua abitazione.
COSÌ poteva vederla in giro tutti i giorni. E qui comincia a delinearsi il solito, tragico schema di questi «delitti passionali» in tempi che dovrebbero essere post moderni. La testimonianza di Anna, dirimpettaia della famiglia Noventa: «Eleonora era una ragazza solare, le piaceva vivere. Si erano conosciuti portando a passeggio Morgan, il suo cane, nella stradina che costeggia la ferrovia e che finisce con la casa di Fabio. Lui era tanto innamorato, ma lei era ancora piccolina per un rapporto impegnativo. Ha provato più volte a lasciarlo. Mi aveva chiesto un consiglio: ‘che faccio, glielo dico un po' alla volta?'. A 16 anni una ragazza ha una vita davanti, pensa a divertirsi».
E PARE che tra i due, la sera prima dell'agguato «rituale», fosse scoppiata una violenta lite. Ieri mattina, poco dopo le 9, l'epilogo. Secondo la prima ricostruzione della polizia, Fabio Riccato, in sella a uno scooter, ha atteso la ragazza, che era in bicicletta. Quindi le ha sparato tre colpi uccidendola all'istante. Letale il proiettile che l'ha raggiunta alla testa, mentre gli altri due sono andati a segno nel torace e sul braccio che aveva alzato come per ripararsi. Il quarto colpo, Riccato se l'è sparato al cuore. «Mi ha guardato fisso per una frazione di secondo: pensavo volesse sparare a me. Poi ha puntato l'arma contro la ragazza e ha premuto il grilletto», è il racconto di Rodolfo, il testimone più ravvicinato della tragedia, a un vicino di casa, Fabio, che abita come lui proprio nel tratto di strada teatro dell'omicidio-suicidio. Rodolfo era seduto nel suo giardino a leggere il giornale, quando è arrivato Riccato. Ha salutato l'uomo, poi si è messo ad aspettare, seduto sulla moto. Cinque minuti dopo è arrivata Eleonora Noventa.
Bruno Ruggiero
Notizia tratta da La Nazione